canzoni e arie da camera per una voce
(in prima mondiale sulla nuova edizione critica a cura di Philip Gossett e Daniela Macchione)

 

con
Gemma Bertagnolli, soprano
Alessandro Stella, pianoforte

 

Il volume Chamber Vocal Music a cura di Philip Gossett e Daniela Macchione per la serie editoriale “Works of Gioachino Rossini” pubblicata dalla casa editrice tedesca Bärenreiter, raccoglie edizioni critiche di canzoni su testi in italiano, francese e spagnolo, a una e a più voci con accompagnamento di pianoforte, composte da Rossini lungo l’intero arco della sua vita, sin dagli esordi come compositore. Anche durante il periodo cosiddetto “del silenzio”. 

“Works of Gioachino Rossini” è, come è noto, una pubblicazione, rigorosamente fedele alle fonti autentiche e allo stesso tempo utilizzabile per l’esecuzione. I curatori e la Bärenreiter hanno gentilmente messo a disposizione di Gemma Bertagnolli e Alessandro Stella le bozze di stampa in anteprima delle prime due sezioni, di tre, del volume, comprendenti le canzoni per una voce (a cura di Macchione) e le intonazioni a una voce dell’arietta del Metastasio “Mi lagnerò tacendo” dal Siroe, re di Persia (a cura di Gossett e Macchione).

Il numero di fonti inedite e rinvenute nel corso delle ricerche per la realizzazione del volume o mai utilizzate prima per un’edizione a stampa è considerevole. Provengono per lo più da collezioni private di tutto il mondo e da aste antiquarie. In particolare, nuove intonazioni di “Mi lagnerò tacendo” continuano a emergere dal mercato antiquario prolungando così un “gioco” iniziato dallo stesso Rossini duecento anni fa. Si contano oggi centinaia di autografi di tali intonazioni, una diversa dall’altra, ciascuna in sé indipendente e autonoma eppure tutte raggruppabili in diverse “famiglie”. La storia narrata dall’insieme di tali autografi, corredati da una miriade di nomi, dediche e luoghi, è un affascinante viaggio nel mondo di Rossini. Per il volume, Gossett e Macchione hanno raccolto 80 diverse intonazioni autografe dell’arietta, raggruppate in 19 diverse famiglie di varianti di uno stesso modello. All’interno di ciascuna famiglia le fonti mostrano sostanziali differenze tra loro – riguardo a lunghezza, ritmo, carattere, andamento, dettagli del profilo melodico, range vocale, cadenze, ecc. – creando così una situazione variantistica insieme complicata e raffinata.

Agli interpreti il compito (e il gusto) di dar vita a dei veri e propri “esercizi di stile”.