Gilles Apap a Siena e Roma con The Colors of Invention

Due importanti appuntamenti in Italia per il violinista Gilles Apap: venerdì 11 dicembre 2015, ore 20:30, a Siena per l'Accademia Chigiana e sabato 12 dicembre 2015, ore 17:30, a Roma per l'Istituzione Universitaria dei Concerti.

In entrambe le occasioni Gilles Apap si esibisce con i tre musicisti dei Colors of Invention (Myriam Lafargue, fisarmonica; Ludovit Kovac, cimbalom; Philippe Noharet, contrabbasso) per presentare il suo progetto "sans orchestre", senza orchestra, che da anni propone con inarrestabile successo alle platee di tutto il mondo e che lui stesso definisce: “L’essenza distillata del fare musica”.

L’ossatura di “sans orchestre” è costituita da alcuni noti capolavori del repertorio sinfonico e cameristico soprattutto novecentesco, trasposti in una veste strumentale (violino, fisarmonica, cimbalom e contrabbasso) dai seducenti impasti timbrici e in grado di non far perdere per strada la ricchezza, la varietà e la stratificazione delle partiture originali.

In programma, in un ordine che Gilles Apap spesso varia per meglio adattarlo al modo in cui il pubblico risponde e partecipa al concerto: la Danse Espagnole da La Vida Breve di Manuel De Falla, Le Tombeau de Couperin e la Tzigane di Maurice Ravel, la Marcia da L’amore delle tre melarance di Sergej Prokoviev, la Berceuse da L’uccello di fuoco di Igor Stravinsky. Ma nel programma ci saranno anche Fritz Kreisler (uno dei più grandi virtuosi di sempre del violino) con il suo brillantissimo Preludio e Allegro nella stile di Pugnani e Wolfgang Amadeus Mozart con l’Adagio in mi maggiore per violino e orchestra e il Rondò in do maggiore, anch’esso originariamente per violino e orchestra.
“sans orchestre” non si esaurisce, però, con le proposte che provengono dal repertorio cosiddetto “classico” perché parte essenziale della serata sono le irresistibili e virtuosistiche incursioni di Gilles Apap nel repertorio tradizionale. Il suo ideale artistico e umano lo ha infatti portato da subito ad appassionarsi alle più disparate tradizioni musicali di tutto il mondo, che ha assimilato in profondità nella convinzione che il ruolo del musicista sia oggi anche quello di mantenerle vive e renderle attuali con lo stesso amore e serietà di intenti con cui ci si avvicina alla grande eredità musicale classica. In un ordine imprevedibile, si ascoltano dunque, accanto ai capolavori “classici”, molti brani di musica tradizionale, a cominciare dall’amatissimo bluegrass americano, un genere che ha le proprie radici nelle musiche tradizionali di Irlanda, Scozia e Inghilterra e che incorpora anche elementi tipici del jazz, come il passaggio della “responsabilità” solistica e improvvisativa tra i diversi strumenti presenti. Gilles Apap e i suoi compagni dei Colors of Invention fanno inoltre ascoltare, scegliendoli al momento dal loro vasto repertorio e alternandoli alle composizioni di derivazione classica, trascinanti brani delle tradizioni balcanica, klezmer, gitana e delle isole britanniche, in un florilegio a sorpresa tutto da scoprire nel corso del concerto.

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